Il non-santo subito..
Bloggato da: Activemax il 27 Nov, 2007 in Meditazioni-Pensieri, News
Qui su Fuori le mura, leggo che ben tredici teologi sarebbero contro la santificazione di Giovanni Paolo II per tutta una serie di motivi che vi riepilogo qui sotto..
Personalemte mi trovo in pieno accordo sul punto 2 e 3
1 PUNTO
«Repressione ed emarginazione esercitate su teologi, teologhe, religiose e religiosi, mediante interventi autoritari della Congregazione per la dottrina della fede».
Secondo gli studiosi Wojtyla avrebbe espressamente emarginato le menti libere della Chiesa, smorzando ogni spinta localista, per ricondurre il pensiero cristiano ad un unicum imposto da Roma.
Così sarebbe avvenuto ad esempio con la Teologia della liberazione, che guardava ai reali problemi presenti nel sud-America, specialmente in Brasile, e che proponeva una più equa ridistrubuzione delle terre ai contadini. Appoggiata dalla Conferenza Episcopale Brasiliana, sarebbe stata in sostanza ignorata dal Vaticano, il quale avrebbe pensato poiad emarginare chi si era troppo compromesso con tale corrente di pensiero.
2 PUNTO
« La tenace opposizione a riconsiderare, alla luce dell’Evangelo, delle scienze e della storia, alcune normative di etica sessuale che in 26 anni hanno manifestato contraddittorietà, limitatezza e insostenibilità».
Il 1 dicembre si svolgerà la giornata mondiale contro l’Aids, ed i dati sono allarmanti: nel terzo mondo ormai si parla di pandemia, mentre nei paesi occidentali il virus è tornato ad avanzare per la mancata percezione di un pericolo reale di contagio e per la disinformazione diffusa, soprattutto tra i giovani.
Il papa, è cosa nota, ha da sempre contrastato l’uso di misure preventive in materia sessuale, come il preservativo o la pillola ( efficace, quest’ultima, solo per le gravidanze), sostenendo la castità essere l’unico ed il più efficace rimedio contro ogni eventuale contagio, nonché contro le gravidanze indesiderate.
Tutto questo però, e qui scattano le critiche, ignorando volutamente la crescita demografica incontrollata nei paesi poveri e le conseguenti problematiche di soddisfacimento del fabbisogno alimentare, e ignorando il dilagare del virus dell’HIV, che ormai in alcuni paesi è addirittura tra le prime cause di mortalità.
3 PUNTO
«La dura riconferma della disciplina del celibato ecclesiastico obbligatorio», ignorando «il diffondersi del concubinato fra il clero di molte regioni» e «celando, fino a che non è esplosa pubblicamente, la devastante piaga dell’abuso di ecclesiastici su minori».
Se c’è una cosa che il cittadino medio americano non può sopportare da chi comanda, sono le bugie: di Nixon con il Watergate, di Clinton col caso Lewinsky e della Curia con lo scandalo dei preti pedofili.
Purtroppo la linea adottata da Roma, nonostante i 500 anni che ci separano da Lutero, è stata ancora una volta quella d’ignorare le lamentele ed i segnali di pericolo che arrivavano da lontano, sperando che i rumori si quietassero da soli.
Così non è andata e la frattura tra l’America e Roma impiegherà molto a sanarsi.
I “dissidenti” s’interrogano se, al giorno d’oggi, sia ancora valida la norma che vieta ad i sacerdoti d’unirsi in matrimonio, vedendo evidentemente , nel matrimonio, una risoluzione di alcuni problemi come quello della pedofilia nel clero e del concubinato.
A tal proposito, scrive Kung : ” Karol Wojtyla propaganda una figura sacerdotale maschile caratterizzata dal celibato ed è, quindi, il principale responsabile della catastrofica carenza di sacerdoti, del collasso dell’assistenza spirituale in molti Paesi e dello scandalo della pedofilia nel clero, ormai venuto alla luce.”
4 PUNTO
«Il mancato controllo su manovre torbide compiute in campo finanziario da istituzioni della Santa Sede».
Qui è evidente il riferimento allo scandalo dello IOR, la banca Vaticana al centro delle cronache giudiziarie nell’80 per le sue relazioni col crack del banco ambrosiano, il cui presidente Roberto Calvi si suicidò (?) a Londra, nonché per i sospetti finanziamenti a governi militari.
Giovanni Paolo , si chiede nel documento, poteva non sapere?
5 PUNTO
«La riaffermata indisponibilità ad aprire un serio dibattito sulla condizione della donna nella Chiesa».
Ancora Kung: ” Grande ammiratore di Maria, il Wojtyla predica gli ideali femminili, vietando però alle donne la pillola e negando loro l’ordinazione. Per molte donne cattoliche tradizionali (soprattutto le donne appartenenti a ordini religiosi), l’aspetto più apprezzato di questo Papa è il suo respingere le donne moderne, in quanto le ha escluse da tutte le consacrazioni più importanti e considera la contraccezione appartenente alla «cultura della morte ». Tuttavia, molte delle donne che partecipano alle manifestazioni di massa del Papa, rifiutano la dottrina papale che si oppone ai metodi contraccettivi. ”
In ambiente Vaticano, la donna è vista, contrariamente al Vangelo, ancora con ostilità.
Apportatrice di frivolezza, nonché causa di tentazione, la donna ancora oggi ha un ruolo meramente scenografico all’interno del cerimoniale ecclesiastico,essendo poi di fatto privata di ogni potere decisionale ed estromessa da quasi tutti i posti di potere, di esclusiva pertinenza maschile.
6 PUNTO
«Il rinvio continuo dell’attuazione dei principi di collegialità».
Non ostante sia passato alla storia come il papa pellegrino, instancabile viaggiatore,diffusore della parola di Cristo nel mondo, i redattori del documento anti-canonizzazione contestano al pontefice d’aver tradito lo spirito del “Vaticano II”, nominando i vescovi in base alla loro fedeltà con Roma ed alla loro obbedienza incondizionata, non tenendo conto delle loro qualità morali ed intellettuali.
A tal proposito alla morte del papa, diversi studiosi espressero pubblicamente il dubbio sul successore di Wojtyla, non trovando, nei cardinali presenti al Conclave, nessuna figura di rilievo, ad eccezione di pochissimi (tra cui Ratzinger, a onor del vero ), capace di poter affrontare le sfide del nuovo millennio con la dovuta preparazione culturale, mentale e morale propria del Pontefice.
Questa situazione sarebbe figlia di un’eccessiva “romanizzazione” della Chiesa, che avrebbe premiato i “signorsì”,isolando le menti libere.
Questo ci porta all’ultimo punto.
7 PUNTO
«L’isolamento ecclesiale e fattuale in cui la diplomazia vaticana e la Santa Sede hanno tenuto mons. Romero, arcivescovo di San Salvador» e la «politica di debolezza» verso le dittature latino-americane.
Franzoni ricorda la testimonianza di suor Maria Vigil, confidente di Romero, che vide l’arcivescovo sfiduciato e smarrito dopo un incontro con Wojtyla. Gli aveva portato un dossier dei delitti e delle persecuzioni degli squadroni della morte in Salvador e Giovanni Paolo II non aveva nemmeno voluto leggerlo, “mettendolo da parte con un certo sgarbo e dicendo di aver già raccomandato di non infastidirlo con documenti”. Wojtyla aveva invece esortato il presule ad andare “d’accordo” con il governo repressivo. “Non mi sono mai sentito solo come a Roma”, commentò poi Romero.
Della fine fatta dai teologi della Liberazione in Brasile ne abbiamo già parlato.
Un altro evidente riferimento è all’aprile dell’87, quando il pontefice si affacciò col sanguinario dittatore Pinochet dal balcone della Moneda dove, anni prima, era morto Allende, benedicendolo e, più tardi, mandandogli i propri auguri per le nozze d’oro.
Ma anche alle cordiali relazioni col generale Videla, in Argentina, e il rifiuto a ricevere le madri di Piazza di Maggio,che volevano portare testimonianza dei propri figli spariti,torturati e uccisi.
Sicuramente il pontefice aveva conosciuto sulla propria pelle il comunismo e lo temeva più d’ogni altra cosa.
Purtroppo però lo scongiurare il pericolo del dilagare dell’ideologia rossa, lo portò, almeno fino alla caduta del muro, a sostenere, senza condannarli apertamente, regimi dittatoriali nell’America Latina, che facevano della sistematica violazione dei Diritti dell’Uomo, una loro precisa condotta politica.
[ Via OkNotizie ]
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