logo

RSS Feed for This PostPost Attuale

“NANO NANO” Io come Mork..

Ebbene si.. domenica 10 agosto sulle alture di Chamois in valle d’Aosta, un incidente in decollo in parapendio per qualche ora mi tramutato in Mork.. lussandomi l’anulare sinistro..

Ora, (dito steccato per 2 settimane) va meglio, ma il dolore delle due manovre effettuate dall’ortopedico per metterlo dritto è difficile da descrivere…

Nano Nano.. ci sentiamo presto..

(Morck chiama Orson.. rispondi Orson !!)

lussazione.jpg
Clicca il link qui sotto per leggere la dinamica dell’incidente..

Il fattaccio..

“… In Parapendio volo dal 2004 ed in questi quattro anni non ho mai avuto nessun incidente, nessun graffio nessuna escoriazione, distorsione, nulla.. solo qualche normale atterraggio un po’ più duro del solito ma nulla di più..

Nel possibile avendo 2 figli cerco di volare con cadenza settimanale o quasi e chi mi conosce sa che sono un pilota prudente..

Domenica pomeriggio verso le ore 17 assieme ad altri piloti mi preparo a decollare dal costone a 2600 metri posto al termine dell’ultimo troncone di seggiovia che sovrasta il paesino di Chamois..
In programma c’è una garetta che consiste nel lasciare cadere 3 palloncini pieni d’acqua in corrispondenza di 3 croci posizionate nei pressi dell’atterraggio nei pressi del lago di chamois..
A terra provando ad estrarre i palloncini dalla borsetta di plastica con i guantoni ho però difficoltà e quindi decido di decollare senza guanti per non impacciarmi nel momento in cui avrei dovuto lanciare i palloncini..

In questi ultimi tempi principalmente decollo all’italiana dal momento che in un paio di occasioni decollando alla francese girandomi alcuni cordini hanno interferito con la maniglia arancione dell’aircone rischiando di azionarlo..
La brezza in decollo è veramente minima e l’attività termica fuori praticamente nulla.. bella rincorsa e decollo..

Immediatamente mi accorgo che qualcosa non va perché fatico ad uscire e la vela tira a sinistra.. istintivamente con il freno destro cerco di tenere la direzione e guardando la vela vedo una cravatta di circa 50-70 cm bella serrata.

Volo il mio mistral 4 appena sotto il limite di carico e quindi sono veloce.. traguardando i cavi della seggiovia che ho praticamente davanti mi accorgo di non riuscire più a passarli e quindi opto per una virata a destra ed un Top landing sul pendio che è ancora atterrabile..

Eseguo il top con un atterraggio un po’ brusco non controllando la vela perfettamente e durante lo stallo finale appoggiando le mani a terra una pietra mi lussa l’anulare della mano sinistra in malo-modo.

Immediatamente via radio avverto la mia compagna di essere atterrato bene ma con molta probabilità di essermi rotto un dito.. sono a circa 70-80 metri sotto il decollo.
Un po’ perplesso mi osservo la mano e devo ammettere che no era uno spettacolo dei più belli..
Il colpo comunque non l’ho praticamente sentito.. nessun dolore.. solo una brutta sensazione di non riuscire quasi a piegare la mano..

Federico richiamato da un mio cenno mi aiuta a sganciarmi dall’imbrago e tranquillamente risalgo in decollo..

Nelle tre ore successive visto che con un paio di antidoloriferi riesco a tenere a bada il dolore, tra scarpinate, passaggi in jeep, funivie e Camper arrivo fino all’ospedale Martini di Torino dove dopo una lastra che fortunatamente ha scongiurato fratture, mi riducono la lussazione a freddo e con una steccatura di 14 giorni mi congedano con un grazie ed arrivederci..

Alcune brevi riflessioni..
Volare senza guanti è sicuramente stato un errore, anche se sono convinto che probabilmente con la botta il mio anulare si sarebbe lussato ugualmente..

Continuare il volo con la cravatta avrei potuto provare a risolverla con un’asimmetrica.. ma è anche vero che avrei potuto peggiorare le cose.. ed un’emergenza avrei preferito evitarla..

L’atterraggio di Chamois è tecnico con arrivo in una conca in contropendenza ed affrontarlo con una cravatta non sarebbe stato possibile con la mia preparazione..

Il Top penso sia stata la soluzione più giusta anche se non tutto va sempre per il verso giusto..

Un grazie inoltre a tutti i piloti, Federico, Pupillo, Isabella, Nicola, Marinuzzo, Ivano, pierandrea … che mi hanno aiutato con la vela, pastiglie antidolorifiche, passaggi ecc.. “

Tags:

 

Dietro le quinte di come e perche' sono stati realizzati i Visualizers di Infiniti

Trackback URL

RSS Feed for This Post 5 Commenti

  1. Gaspar | Aug 21, 2008 | Replica

    Tutto è bene quel che finisce bene, ma accidenti che impressione quel dito storto!
    :-)

  2. EMI | Aug 22, 2008 | Replica

    E benvenuto nel club dei lussati di dita… bella sensazione la riduzione… i know. comunque come ha già detto qualcuno - Tutto è bene ciò che finisce bene - Ciao Max

  3. Activemax | Aug 22, 2008 | Replica

    Bene !
    Grazie Gaspar.. !!

    Per EMI.. magari ti do un chiamo così mi dai qualche consiglio per la riabilitazione.. !! ho una gara a metà settembre e non vorrei perderla!!

    Salutoni..

  4. Giorgio Zanetti | Aug 22, 2008 | Replica

    Mamma mia che impressione! :-)
    In bocca al lupo per una completa e rapida riabilitazione.

    Ciao

  5. Lock | Aug 22, 2008 | Replica

    azz… e non c’era nemmeno Mindy a darty un bacio.
    comunque sia ribadisco quanto hanno scritto sopra, e non dimenticarti che hai comunque un’età, eh… ;]

RSS Feed for This PostScrivi un commento

*
Al fine di verificare che tu sia un UMANOIDE e non uno schifoso software di SPAM, digita la scritta che compare nel disegnino qui sotto.. (Clicca sull'immagine per ascoltare la parola con lo spelling in inglese...)
 (Clicca sull'immagine per ascoltare la parola con lo spelling in inglese...)